Edilart

Tetti e Coperture

29
08/03/2017

Tetti Termoisolati

Coperture

Il tetto a falde dovrà essere termocoibentato mediante la posa in opera di pannelli prefabbricati costituiti da un’anima isolante in polistirene espanso estruso, con pelle impermeabile, idrorepellente ed a celle chiuse, conforme alla Norma 13164, avente un comportamento al fuoco con classificazione in Euroclasse E secondo la Norma europea EN 13501-1, con rivestimento all’estradosso di membrana in alluminio goffrato basso emissiva e con inserito un profilo metallico in speciale lega di acciaio e aluzinc, sagomato a trave reticolare. Il prodotto dovrà avere un valore minimo di conduttività termica dichiarata λD pari a 0,032 W/mK per pannelli di spessore da mm. 50 a 60 e di 0,034 W/mK per pannelli di spessore mm. 80 - 100 - 120 - 140; dovrà garantire un valore minimo di Resistenza termica addizionale calcolata mediante il software Gemavap inclusiva dell’apporto termico dovuto al rivestimento basso-emissivo dell’alluminio goffrato, in conformità a quanto previsto dal calcolo termico delle strutture che dovrà essere effettuato secondo la Legge 10/91, D.Lgs 192 e D.Lgs 311 e DPR 59; dovrà garantire un valore minimo di Resistenza meccanica alla compressione uguale o superiore a 300 kPa con una deformazione massima del 10%, dichiarata su ogni etichetta di identificazione riportata su ogni pacco con il codice CS(10)300 secondo la Norma EN 826; dovrà garantire un valore minimo di Resistenza meccanica alla compressione ai carichi continui (Creep-test) con una deformazione massima del 2% per un periodo di 50 anni pari a 120 kPa secondo la Norma EN 1606; dovrà garantire una Resistenza ai cicli gelo-disgelo nella classificazione FT2 secondo la Norma EN 12091; i pannelli dovranno avere una lunghezza di 3 metri, una larghezza pari al passo degli elementi costituenti la copertura (tegole in cotto o cemento o coppi con dentello) con i quattro bordi perimetrali sagomati a gradino al fine di evitare ogni ponte termico, tipo STIRODACH. Il prodotto inoltre dovrà essere corredato da relazioni tecniche rilasciate dall’ITC-CNR e fornito da Azienda con Sistema Qualità certificato secondo la Norma UNI EN ISO 9001:2008. 
Cantiere VINOVO (TO).

30
20/02/2017

Tetti, sottocolmo

Areazione

Perchè ventilare il tetto? E' la domanda più frequente che ci si pone perchè il tetto è l'elemento portante della casa e occorre salvaguardarlo. Per: - ELIMINARE L'UMIDITA' perchè il vapore acqueo tende a trasmigare dagli ambienti sottostanti verso l'alto creando condensa sulla superficie inferiore della copertura. - ABBASSARE LE ALTE TEMPERATURE estive tra copertura e coibente. - L'ESPULSIONE DELL' ARIA CALDA durante l'estate prima che il calore esterno (fino a 80°) si trasmetta alla mansarda sottostante. - FAR DEFLUIRE in gronda eventuali infiltrazioni d'acqua. Le forti precipitazioni possono inzuppare il manto di copertura creando l'effetto goccia. 
Cantiere Piobesi (TO).

31
12/03/2017

Tetti in legno Lamellare

Tetti

Il legno lamellare è un materiale strutturale prodotto incollando delle tavole di legno a loro volta già classificate per uso strutturale. È quindi un materiale composito, costituito essenzialmente di legno naturale, di cui mantiene i pregi (tra i principali ricordiamo l'elevato rapporto tra resistenza meccanica e peso ed il buon comportamento in caso di incendio), ma è anche un prodotto nuovo, realizzato su scala industriale, che attraverso un procedimento tecnologico di incollaggio a pressione riduce i difetti propri del legno massiccio. Le fasi della produzione consistono nella riduzione del tronco in assicelle - dette per l'appunto lamelle - generalmente di larghezza non superiore ai 20 cm (per prevenire eccessive deformazioni causate dal fenomeno del ritiro) e nella loro ricomposizione tramite incollaggio. È possibile produrre elementi di forma e dimensione volute, senza i limiti derivanti dalla dimensione dell'albero, inoltre il limite in lunghezza di una trave in legno lamellare è dato principalmente dalla possibilità di trasporto e messa in opera della stessa. Pur essendo realizzate con un materiale combustibile, le strutture in legno lamellare possono avere una resistenza al fuoco pari o superiore a quella di strutture in acciaio o in calcestruzzo armato. Infatti, nel legno lamellare la combustione avviene lentamente grazie al buon isolamento termico realizzato dallo strato superficiale carbonizzato. Ad un aumento molto lento della temperatura corrisponde una variazione quasi trascurabile della resistenza meccanica delle fibre di legno della sezione non carbonizzata e la struttura cede o crolla solo quando la parte della sezione non ancora carbonizzata è talmente diminuita da non riuscire più ad assolvere alla sua funzione portante. La resistenza al fuoco di un elemento strutturale in legno lamellare dipende dalla velocità di carbonizzazione che è possibile calcolare sperimentalmente o analiticamente per diverse specie legnose.